Fondazioni erogative svizzere: come funzionano e come chiedere un contributo

Le fondazioni erogative svizzere: come funzionano e come selezionarle

Se guidi un’associazione o una fondazione operativa in Ticino o nel resto della Svizzera, prima o poi qualcuno ti dirà: “chiedete a una fondazione”. Il consiglio è giusto, ma quasi sempre arriva senza istruzioni. Questa guida mette in fila come funzionano davvero le fondazioni erogative svizzere e cosa serve per chiedere — e ottenere — un contributo.

Cos’è una fondazione erogativa

Una fondazione erogativa è un patrimonio destinato a uno scopo di pubblica utilità: non realizza progetti propri, ma finanzia quelli degli altri. È la differenza fondamentale rispetto alle fondazioni operative, che invece gestiscono direttamente attività e strutture. Quando un’organizzazione culturale o sociale cerca fondi istituzionali, le fondazioni erogative sono uno dei tre canali principali, insieme agli enti pubblici (Confederazione, cantoni, comuni) e ai bandi.

La Svizzera ha una delle più alte densità di fondazioni al mondo: se ne contano 13.782 di pubblica utilità (fine 2025), e il Ticino ha una densità sopra la media nazionale ed è il secondo cantone per crescita netta. Per chi cerca fondi è una buona notizia con una controindicazione: l’offerta è ampia, ma proprio per questo le fondazioni ricevono molte più richieste di quante ne possano finanziare.

Come ragiona una fondazione

Ogni fondazione ha uno scopo statutario: l’atto di fondazione definisce cosa può finanziare (cultura, sociale, formazione, ricerca…), dove (un comune, un cantone, tutta la Svizzera) e talvolta come (solo progetti, solo enti, importi minimi o massimi). Il consiglio di fondazione non può uscire da quel perimetro nemmeno volendo. La prima regola del fundraising istituzionale è quindi banale e spietata: si scrive solo a fondazioni il cui scopo coincide con il progetto. Una richiesta fuori perimetro non è “un tentativo”: è tempo perso per entrambi.

La seconda regola è che le fondazioni finanziano progetti, non organizzazioni in difficoltà. Un buco di bilancio non è un progetto. Un programma con obiettivi, destinatari, risultati attesi e un budget coerente lo è.

Dove trovare le fondazioni giuste

Gli strumenti esistono e sono accessibili: i registri e le banche dati come Fundraiso o StiftungSchweiz permettono di filtrare per ambito e area geografica, e nella Svizzera italiana l’associazione delle fondazioni erogative (ASFESI) è un punto di riferimento del settore. Ma la lista è solo l’inizio del lavoro. La selezione vera si fa leggendo gli scopi statutari, i progetti già finanziati e — dove pubblicati — i rapporti annuali: è lì che si capisce se una fondazione è davvero coerente con il tuo progetto, che importi eroga e con che logica.

Come si chiede: dal progetto al dossier

La richiesta a una fondazione svizzera passa quasi sempre da un dossier scritto. Il formato cambia (alcune fondazioni hanno moduli online, altre vogliono una lettera con allegati), ma la sostanza no. Un dossier completo contiene la descrizione del progetto, gli obiettivi e i risultati attesi, i destinatari, il calendario, l’organizzazione che lo porta avanti, il budget complessivo, il piano di copertura (chi altro finanzia) e l’importo richiesto a quella specifica fondazione.

Il punto in cui molti dossier perdono forza è il budget: numeri che non tornano rispetto a quello che il progetto promette, costi sottostimati per sembrare più “leggeri”, nessuna indicazione su come verranno rendicontate le spese. I consigli di fondazione leggono budget tutto l’anno: la coerenza tra racconto e numeri è esattamente ciò che distingue una richiesta professionale. Nei dossier che ho scritto per finanziatori come Migros Kulturprozent, Pro Helvetia, Drosos ed Ernst Göhner, il budget è la sezione che curo per prima, non l’ultima.

I tempi (sono più lunghi di quanto pensi)

I consigli di fondazione si riuniscono poche volte l’anno, spesso due-quattro. Tra invio della richiesta e decisione possono passare da tre a otto mesi. E attenzione all’erogazione: quasi sempre il contributo viene versato dopo la realizzazione e la rendicontazione del progetto; alcuni enti concedono un anticipo, ma va richiesto espressamente e non copre mai l’intero importo, e su questo le prassi cambiano molto da un ente erogativo all’altro. L’organizzazione deve quindi essere in grado di anticipare i costi. Tradotto: il fundraising istituzionale si pianifica con 12-18 mesi di anticipo rispetto al progetto. Chi scrive a giugno per un festival di settembre è quasi sempre fuori tempo massimo.

Dopo la risposta: il rapporto conta più del contributo

Se la risposta è positiva, il lavoro non è finito: la rendicontazione puntuale — relazione finale e consuntivo coerente con il preventivo — è ciò che trasforma un contributo una tantum in una relazione che dura anni. Mantenere vivo il rapporto con un finanziatore che ti ha già sostenuto vale più che cercarne uno nuovo. Se la risposta è negativa, non è necessariamente un giudizio sul progetto: spesso è solo una questione di fondi esauriti o priorità. Una richiesta ben fatta lascia comunque una buona impressione per la volta successiva.

Da dove cominciare

Se la tua organizzazione non ha mai fatto fundraising istituzionale in modo strutturato, il percorso realistico è: chiarire il progetto, costruire il budget, identificare 10-15 finanziatori davvero coerenti, scrivere dossier su misura e pianificare le scadenze. L’ho descritto passo per passo nella guida alla raccolta fondi per associazioni culturali e sociali in Svizzera. È il lavoro che faccio per associazioni e fondazioni svizzere del terzo settore — un metodo costruito sul campo e nel mio percorso di specializzazione (Impact Club di Impact Hub Ticino, eventi CENPRO).

Domande frequenti

Cosa significa fondazione erogativa?

È una fondazione che eroga contributi a progetti di terzi — associazioni, enti — invece di gestire attività proprie. In Svizzera ne esistono migliaia, ciascuna con uno scopo statutario preciso: finanzia solo progetti coerenti con quello scopo.

Come trovo le fondazioni giuste per il mio progetto?

Si parte dallo scopo statutario e dai progetti già finanziati, non da liste generiche. Banche dati come Fundraiso e Spheriq aiutano, ma la selezione vera è per coerenza tra il tuo progetto e la missione del finanziatore.

Quanto tempo prima conviene presentare la richiesta?

In genere dodici-diciotto mesi prima della realizzazione. I consigli di fondazione decidono poche volte l’anno e il contributo viene di norma versato dopo la rendicontazione.

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